Il colpo contro la ’ndrangheta è un esempio per la lotta alle mafie

L’operazione che ha portato all’arresto di centinaia di esponenti della ’ndrangheta calabrese, compresi quelli inseriti nella società settentrionale, ha un rilievo eccezionale non solo per le imponenti dimensioni quantitative. La Calabria è una regione che, nonostante le sue eccellenti risorse turistiche e la sua collocazione logistica che ne fa un ponte naturale nel Mediterraneo, non riesce a realizzare i processi di modernizzazione. Leggi il ritratto di Roberto Maroni
24 AGO 20
Immagine di Il colpo contro la ’ndrangheta è un esempio per la lotta alle mafie
L’operazione che ha portato all’arresto di centinaia di esponenti della ’ndrangheta calabrese, compresi quelli inseriti nella società settentrionale, ha un rilievo eccezionale non solo per le imponenti dimensioni quantitative. La Calabria è una regione che, nonostante le sue eccellenti risorse turistiche e la sua collocazione logistica che ne fa un ponte naturale nel Mediterraneo, non riesce a realizzare i processi di modernizzazione e di insediamento imprenditoriale necessari per valorizzare le sue potenzialità. La ragione è tristemente nota.

La criminalità organizzata ramificata riesce a infiltrarsi in modo da inaridire tutte le fonti potenziali di rinascita. Basta pensare alla vicenda che ha ostacolato il decollo di un’infrastruttura come l’interporto di Gioia Tauro, e che si teme possa ripetersi in relazione a un’opera colossale come il ponte sullo stretto di Messina. E’ interesse della ’ndrangheta mantenere la Calabria nel suo isolamento e nella sua arretratezza, anche per gestire in proprio gli snodi esterni delle attività che controlla, come dimostra la sua ramificazione neppure troppo recente in Lombardia e in altre zone del nord. Per sottrarre alla criminalità organizzata questa sorta di “governo” della Calabria, per evitare che i giovani siano indotti a pensare che la sottomissione alle ’ndrine è l’unico sbocco aperto per il loro futuro, bisogna smantellare il sistema economico criminale, mentre se ne costruisce uno legale, si fanno funzionare bene le infrastrutture esistenti, si costruiscono quelle nuove, si ammodernano autostrade e ferrovie per creare le condizioni per la crescita possibile. Passare da un’economia costruita sull’elefantiasi dei settori pubblici, da quello sanitario a quello forestale, a una basata su imprese innovative richiede un tasso accettabile di legalità, e questo è il primo compito dello stato.

L’operazione di ieri, che fa seguito ad altre condotte brillantemente contro la criminalità organizzata della Campania e della Sicilia, dimostra che lo stato può vincere e che il controllo mafioso dei territori comincia ad essere debellato. Naturalmente, come si dice sempre, molto resta da fare. Ma intanto è importante che qualcosa di importante sia stato fatto, che le promesse fatte alle popolazioni calabresi ai funerali delle vittime della ’ndrangheta non siano rimaste affermazioni retoriche, che insomma si può passare, razionalmente, dalla passiva assuefazione all’azione e alla speranza.
Leggi il ritratto di Roberto Maroni